Apple brevetta gli iPod alimentati automaticamente dall’energia solare.

Stando ad un recente brevetto di Apple, gli iPod di prossima generazione potrebbero essere in grado di ricaricare la batteria in maniera del tutto autonoma, grazie all’integrazione di alcuni pannelli solari:

In particolare, alcuni pannelli avrebbero il compito di alimentare il dispositivo, altri invece quello di ricaricare la batteria.

E’ da tempo che Apple sta pensando molto all’ecologia, ed introdurre queste tecnologie sul lettore multimediale più diffuso al mondo, sarebbe sicuramente una bella mossa, anche per l’ambiente in cui viviamo. Per non rovinare il design del dispositivo, è stata pensata anche una sorta di copertura trasparente o semi-trasparente che permetterebbe di filtrare la luce ma di non lasciare i pannelli in “bella mostra”.

Anche se la pubblicazione di questo brevetto non significa necessariamente che il dispositivo verrà realizzato a breve, siamo sicuri che il futuro di Apple sarà volto sempre di più verso il verde.

Via | iSpazio

“Lasciate Explorer, non è sicuro”. Allarme dell’Autorità tedesca

BERLINO – Un allarme sui pericoli dell’uso di internet Explorer è stato lanciato oggi in Germania. Secondo Spiegel online, l’edizione digitale dell’autorevole settimanale di Amburgo, il Bundesamt fuer Sicherheit in der Informationstechnik, BSI, cioè l’Autorità federale per la sicurezza nella tecnologia dell’informazione, ha avvertito che l’uso del browser più diffuso nel mondo è sconsigliabile, ed è preferibile usare browser alternativi, finché il problema non verrà risolto.

C’è un punto debole in internet explorer, avverte la fonte ufficiale tedesca citata da Spiegel online. Sarebbe una ‘fallà nella sua sicurezza che “permette di lanciare attacchi e installare programmi ostili in un computer che funziona con Windows, attraverso un codice manipolato di un sito. Le versioni di internet explorer esposte a rischio sono la 6, la 7 e la 8 sui sistemi Windows XP, Vista e 7.

m.repubblica.it

Inviato da iPhone

Google Android su PC? magari lenti o datati?

Google Android su PC? magari lenti o datati?
Sì, da oggi si può, Con Live Android!
 
 
google android livecd
Google Android
 è un sistema operativo basato su Linuxe realizzato per dispositivi mobile come il G1-phone o il celeberrimo Nexus One che rappresenta a tutti gli effetti il tentativo di Google di sfidare il primato di altri dispositivi di alto livello come ad esempio il celeberrimo Apple iPhone.

Ma proprio alla luce del fatto che Android è basato su Linux e che è prossimo il lancio sul mercato anche di netbook “Android powered“, forse a qualcuno verrebbe spontaneo chiedersi se questo interessante sistema operativo non fosse per caso utilizzabile anche su un normale PC…

La risposta è affermativa e si chiama LiveAndroid. Si tratta di un progetto open source che mette a disposizone l’immagine ISO di un Live CD su cui gira un sistema operativo completo Google Android, per cui lo sforzo da fare è praticamente nullo:

  • Scaricate l’immagine ISO di LiveAndroid
  • Masterizzatela su un CD (la dimensione è di circa 180MB)
  • Inserite il Live CD nel PC
  • Riavviate assicurandovi che nella sequenza di Boot il lettore CD abbia la priorità sull’ hard disk

google android livecd 2
In alternativa, soprattutto visto il fatto che i requisiti hardware sono minimali, potete anche decidere diinstallare Google Android su una macchina virtuale creata con VirtualBox o VMware: in questa maniera potrete utilizzare Android senza dover riavviare il computer ed in concomitanza col vostro sistema operativo.

Scarica LiveAndroid

Via BlogsDNA

Nexus One, il Google Phone, e non dico altro

Nexus_One

Nexus_One

Il Google Phone è arrivato, su di esso girerà Android (l’O.S. marchiato google) e verrà prodotto da Htc.
Credo che la novità più importante di questo sia la enorme potenza del processore e la grande capacità della RAM…(smartphone parlando); infatti questo cellulare(anche se così chiamanto lo si sminuisce…) ha 1 ghz di processore e 512 MB di RAM….

Vi posto questo confronto per chiarirvi le idee:

Comparazione

Comparazione degli ultimi smartphone

Pallaudio e i suoi fratelli. Il cellulare aiuta i bugiardi

ROMA – Le bugie hanno le gambe corte,sa. Ma se proprio si deve raccontare una balla a volte la tecnologia può dare una mano. E’ il caso di Pallaudio, ultima arrivata tra le applicazioni per iPhone, uno dei tanti programmi per smartphone che negli ultimi tempi sono giunti in soccorso del raccontaballe in difficoltà con il capufficio o con l’amante.Pallaudio e i suoi fratelli Il cellulare aiuta i bugiardi

Questa applicazione, infatti, permette di simulare una serie di suoni ambientali, in modo da far credere all’interlocutore di essere in un determinato posto, quando invece in realtà ci troviamo a tutt’altra parte. E’ possibile scegliere, ad esempio, tra i suoni di un aeroporto, di una stazione ferroviaria, del traffico o di un temporale. Oppure possiamo mascherare l’ambiente in cui ci si trova con la funzione “incognito”, la nostra conversazione a quel punto sarà accompagnata da uno sfondo con musica da camera.

Va detto che una applicazione simile chiamata Best CallCheater è a disposizione degli utenti Nokia e, come segnalano alcuni utenti del forum di Chinafonini.it, è presente dei default su alcuni modelli ‘made in China’, così come da tempo c’è la funzione Magic voice, una sorta di camuffatore della voce, che qualcuno teme possa essere usato per scopi illegali. Altri apparecchi, sempre provenienti da Pechino, danno la possibilità di inviare sms anonimi.

Ma il ‘ballista’ potrebbe avere altre necessità, ad esempio interrompere una conversazione noiosa o una interminabile riunione. Anche in questo caso c’è quello che occorre: le applicazioni si chiamano Fake Em’Out e Phonie (se restiamo dalle parti del telefonino Apple), oppure, per gli smartphone con sistema operativo Windows Mobile c’è Call Jokey o Fake Messages per Nokia. All’ora prefissata si può scegliere se ricevere una chiamata o un sms (rigorosamente finti) da un Mario Rossi qualsiasi o da Barack Obama ‘in persona’. A quel punto non resterà che mostrare la schermata con la chiamata in arrivo, magari corredata dalla foto del chiamante, e pronunciare con la faccia di circostanza il fatidico “scusa ma debbo proprio scappare” e il gioco è fatto.

Attenzione, però. La tecnologia mette a disposizione anche gli strumenti per sbugiardare lo sparaballe di turno. Uno di questi si chiama Agile Lie Detector ed è un applicazione per iPhone e per gli smartphone Nokia. L’applicazione usa la il metodo VSA (Voice Stress Analysis), un test piuttosto controverso e alternativo al tradizionale poligrafo (un particolare tipo di registratore simultaneo di tracciati, la cosiddetta macchina della verità), per determinare se la persona sotto esame stia dicendo o meno una bugia. L’applicazione fornisce i risultati in tempo reale rilevando, teoricamente, il cambiamento di tono della voce e tramutandolo in un grafico 3D sul display.

Ad inchiodare definitivamente lo sventurato ‘Pinocchio’ c’è GPS. Friend Localizer, un software per dispositivi Windows Mobile, in grado di effettuare opportuna localizzazione GPS utilizzando le mappe di Google Maps. Oppure il criticato Latitude di Google. E se ci si trova, ad esempio, in un parco, simulare i rumori del traffico o dell’aeroporto potrebbe diventare decisamente controproducente.

INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l’applicazione di Repubblica Mobile.

Inviato da iPhone

“Cara è buio, accendi la parete”. Il futuro è dei muri luminosi

LONDRA – Si è fatto buio, è ora di accendere la parete. Tra due anni nelle nostre case potrebbero sparire lampadine e neon, sostituite da carte da parati e pitture che illuminano tutta la stanza con una luce naturale e diffusa e consumano molto meno degli attuali bulbi a basso consumo. Il governo britannico crede tanto alla possibilità di mettere sul mercato le “pareti luminose” da aver garantito alla Lomox, una start up gallese che sta sperimentando la tecnologia a diodi biologici luminosi, un finanziamento da 450mila euro.

Secondo le poche indiscrezioni che la Lomox ha lasciato trapelare sul nuovo brevetto, le pareti luminose sfrutteranno la già nota tecnologia dei diodi a emissione luminosa, ma risolvendo il problema degli alti costi di produzione e della durata del materiale. La sostanza chimica, che potrà essere applicata alle pareti sotto forma di rivestimenti trattati ad hoc o semplicemente come pittura, secondo alcuni potrà essere impiegata anche per illuminare schermi televisivi e display di computer e telefonini. Il risparmio energetico sarà eccezionale, perché il nuovo sistema di illuminazione ha bisogno di soli 3 e 5 volt di potenza, il che renderebbe sufficiente l’alimentazione con pannelli solari o batterie. Le pareti della Lomox emetteranno una luce del tutto uguale a quella solare, con tutta la gamma di colori, e la loro luminosità sarà regolata da interruttori progressivi di quelli comunemente usati per le normali lampade.

L’amministratore delegato della Lomox, Ken Lacey, ha spiegato al Times che i primi prodotti, segnali e barriere stradali soprattutto, saranno in vendita già nel 2012. “La luce è molto naturale e ha tutto il potenziale per le migliori soluzioni di arredamento”, ha detto Lacey, aggiungendo poi che il nucleo del brevetto della Lomox sta nell’aver sviluppato una nuova generazione di led ottenuti con un procedimento molto più economico e duraturo. I led della Lomox, infatti, grazie a uno speciale mix di agenti chimici non vengono intaccati dall’ossidazione, il maggiore problema per il deterioramento dei vecchi led.

L’ente erogatore del finanziamento, la Carbon Trust, ha sottolineato che l’illuminazione ha uno dei più alti impatti sulle emissioni inquinanti e se la tecnologia delle pareti luminose si dimostrerà vincente potrà essere uno dei maggiori contribuit al raggiungimento del taglio di emissioni del 34% entro il 2020 che la Gran Bretagna si è proposta. I nuovi Led sono due volte più efficienti delle lampadine perché non sprecano energia: nei bulbi, infatti, soltanto il 10 per cento di elettricità diventa luce e tutto il resto è disperso come calore.

INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l’applicazione di Repubblica Mobile.

Inviato da iPhone

Più tecnologie e più internet ma l’Italia è ancora indietro

ROMA – L’utilizzo di computer e di internet continua ad aumentare ma nel settore delle nuove tecnologie l’Italia è ancora indietro. E per quanto riguarda la banda larga, il gap infrastrutturale con il resto d’Europa rimane ampio, con il nostro Paese al quartultimo posto. L’indagine Multiscopo condotta dall’Istat sugli “Aspetti della vita quotidiana” fotografa una realtà a due facce. Uno dei dati più significativi è che le famiglie italiane usano di più computer e internet, soprattutto se in casa ci sono dei ragazzi al di sotto dei 18 anni. Al top restano comunque televisione e cellulari, presenti in oltre il 90% dei nuclei familiari.

Più computer, ma la più amata resta la tv. Aumenta il numero di famiglie che ha in casa un computer: dal 50,1% del 2008 al 54,3% del 2009. E sale anche la percentuale di chi ha accesso a internet: dal 42 al 47,3%. Ma nel cuore degli italiani le tecnologie più amate restano tv (ne possiede almeno una il 96,1% delle famiglie) e cellulare (90,7%), seguiti dal lettore dvd (63,3%) e dal videoregistratore (55,7%). Hanno un certo rilievo anche l’antenna parabolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).

Giovani e anziani, forte il divario. Dall’indagine, svolta a febbraio e basata su un campione di 19 mila famiglie per un totale di 48 mila individui, risulta che a guidare la carica alle nuove tecnologie sono proprio i nuclei familiari con almeno un minorenne. Per queste famiglie le percentuali di possesso di pc e internet passano rispettivamente al 79% e al 68,1%. Per i nuclei composti da sole persone con 65 anni e più, invece, le percentuali crollano al 7,7% per il possesso di un computer e al 5,9% per l’accesso al web. Si riducono, dunque, le differenze sociali ed economiche nel possesso di beni tecnologici, mentre resta un forte divario, appunto, tra anziani e giovani.

Banda larga, l’Italia arranca. Dall’indagine emerge inoltre che l’Italia arranca sul fronte dell’accesso a internet con la banda larga, soprattutto per quanto riguarda le famiglie. I dati aggiornati al 2009 rivelano che solo il 39% dei nuclei familiari con componenti tra i 16 e i 64 anni possiede una connessione a banda larga.

L’Italia fanalino di coda. Un dato che ci colloca in assoluto agli ultimi posti in Europa: quartultimi, seguiti solo da Grecia, Bulgaria e Romania. La media nel continente, infatti, è di una penetrazione di questo tipo di connessioni di circa il 56%. Valori vicini a quello dell’Italia si riscontrano solo per la Slovacchia (42%), la Grecia (33%), la Bulgaria (26%) e la Romania (24%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione più che doppio.

Internet avanza in Europa. Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell’accesso a internet per tutti i paesi europei. I Paesi che hanno investito maggiormente sull’accesso alla Rete mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%.

I ritardi dell’Italia. Anche sul fronte più generale dell’accesso al web, a banda larga o con connessioni tradizionali, l’Italia continua a mostrare un forte ritardo. Solo il 53% degli italiani ha accesso a internet (quale che sia la velocità di connessione), contro una media Ue del 65%. A farci compagnia sul fondo della classifica ci sono Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia Lussemburgo e Danimarca sono i Paesi più “online” con tassi di penetrazione che superano l’83%.

INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l’applicazione di Repubblica Mobile.

Inviato da iPhone

Bus, bollette e cinema ora si pagano col cellulare

ROMA – Usare il cellulare per pagare il caffé al bar, il giornale in edicola o la spesa al supermercato: dopo anni di promesse rinviate, numerosi operatori stanno per partire con questi servizi. “Sarà il 2010 l’anno del boom per i pagamenti mobili, perché solo a novembre è stata recepita la direttiva europea Payment Service, che li abilita. Adesso gli operatori stanno ultimando la fase di rodaggio”, dice Carlo Maria Medaglia, direttore di RfidLab presso la Sapienza di Roma (un laboratorio che studia queste tecnologie). La direttiva ha innalzato a 150 euro (da 15 euro) il limite per i pagamenti mobili e ha permesso di lanciarli anche a operatori diversi dalle banche.

Succederà quindi che “nell’immediato si diffonderanno i sistemi per gestire il conto corrente via cellulare. Nel corso del 2010 diventerà comune pagare biglietti di mezzi pubblici con il telefonino. Per ultimi, partiranno i servizi per acquistare prodotti nei negozi”, continua.
Il primo tipo di servizi già c’è ma è piuttosto circoscritto. Poste Mobile (l’operatore di Poste Italiane) permette di pagare bollette e di fare transazioni bancarie, tramite cellulare, ai correntisti Bancoposta. Finora ha gestito operazioni per 50 milioni di euro, in un anno e mezzo. I cellulari con sim dell’operatore mobile Noverca danno accesso invece a conti correnti Intesa Sanpaolo.

Poste ha un piano agguerrito per potenziare l’offerta: da fine novembre consente agli utenti di inviarsi denaro via cellulare (è utile soprattutto agli immigrati) CartaSì lancerà un servizio analogo a gennaio. Poste da qualche giorno permette di pagare anche i parcheggi, via cellulare. È possibile farlo anche con altri operatori (via sms), se ci si iscrive al servizio di Telepark. it, attivo in una 30ina di città italiane. CartaSì consente di pagare via sms vari prodotti (con addebito su carta di credito) modalità accettata anche da Sky (per i film Prima Fila) e da alcuni cinema. Telecom lancerà nel 2010 speciali sim card per pagare via sms numerosi beni e servizi, tramite un accordo con Movincom (consorzio di esercenti e gestori, tra cui Trenitalia, società di parcheggi, biglietterie).

La frontiera più evoluta è però un’altra: sono i cosiddetti pagamenti di prossimità. Cioè si avvicina il cellulare a uno speciale lettore Pos per pagare: in un negozio, bar o prima di entrare in un mezzo pubblico, per esempio. L’addebito è su carta di credito o sul conto telefonico. Sono servizi molto diffusi in Giappone e ora si affacciano anche da noi. Telecom permette di pagare così i biglietti dei trasporti pubblici milanesi (in via sperimentale). Servono cellulari speciali, come il Nokia 6126

“Vari attori sperimentano il servizio anche per i trasporti pubblici di Roma, Venezia, Firenze e partiranno nel 2010″, dice Medaglia. È nei piani di Poste per il 2010. Il passo successivo sarà introdurre questi speciali Pos nei negozi: Telecom, Wind, Vodafone e Poste dicono di lavorare ad accordi con gli esercenti. “Noi abbiamo già lanciato il servizio su un centinaio di negozi a Pesaro, tramite sticker che abilitano ai pagamenti qualsiasi cellulare”, dice Giorgio Porazzi, responsabile innovazione servizi CartaSì. Un’altra sperimentazione è del Credito Valtellinese, Visa e Keyclient, su 200 negozi della provincia di Sondrio.

INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l’applicazione di Repubblica Mobile.

Inviato da iPhone

Gruppo di hacker iraniani pirata il sito di Twitter

ROMA – Un gruppo iraniano, l’Iranian Cyber Army, ha piratato il sito di Twitter. Le notizie relative all’operazione non sono ancora complete, visto che Twitter sta ancora indagando. Secondo le prime informazioni, sembra che l’attacco sia stato eseguito modificando i nomi di dominio (dns) di twitter.com, in modo che la homepage venisse rediretta su una pagina in cui compariva il logo del gruppo di hackers e una bandiera verde con scritte in arabo. L’attacco, avvenuto verso le 22:00 in California (le 6 del mattino in Italia), è rimasto visibile per circa un’ora. Poi la situazione è tornata alla normalità, e il sito di microblogging ha ricominciato a funzionare.

Ecco la scritta messa in rete dai pirati, con tanto di indirizzo e-mail: “Questo sito è stato piratato dall’Iranian Cyber Army. Gli Stati Uniti credono di controllare e gestire internet con il loro accesso, ma sbagliano. Siamo noi a controllare e gestire la rete con il nostro potere, quindi non provate a provocare il popolo iraniano. Ora quale Paese è nella lista dell’embargo? L’Iran? Gli Usa?”. Poi uno “smile” e altre due parole: “Take care”, saluti. In aggiunta, alcune frasi in persiano inneggianti la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e minacce al movimento riformista dell’Onda Verde.

Secondo quanto si apprende, il gruppo che ha rivendicato l’attacco cibernetico non è stato immediatamente riconosciuto dagli inquirenti. L’azione potrebbe essere intesa come una rappresaglia nei confonti del governo degli Stati Uniti, che durante le proteste per le elezioni iraniane era intervenuto affinché Twitter rimanesse uno strumento a disposizione dei manifestanti di Teheran. In particolare, nei giorni più caldi della protesta, l’amministrazione Obama aveva chiesto ai gestori del social network di rimandare un’operazione di manutenzione che avrebbe portato alla disattivazione momentanea del sito.

Per il social network californiano si è trattato di una grave falla nel sistema di sicurezza: un aspetto che i gestori del sito dovranno chiarire ai loro utenti. Per ora, la compagnia si è limitata a commentare l’accaduto con un post: “I dns di Twitter sono stati momentaneamente compromessi, ma ora sono stati ripristinati. Stiamo cercando di comprendere la causa dell’accaduto. Vi aggiorneremo presto con ulteriori informazioni”. Twitter, uno dei social network più diffusi e ambiziosi del mondo, è già stato protagonista di altri attacchi e rallentamenti in passato.

INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l’applicazione di Repubblica Mobile.

Inviato da iPhone

Hai gia’ Skebby sul tuo cellulare?

sms gratis da cellulare
riga_up
Ciao ,

il tuo amico desidera scambiarsi SMS gratis con te usando Skebby.
nuvola Scarica Skebby sul tuo cellulare ed invii SMS gratis illimitati ad altri utenti Skebby come me. Spendendo solo 7 cent inoltre potrai inviare SMS con tutti in Italia e all’estero, anche in roaming fuori dai confini.
nuvola

scarica skebby adesso!
s Cos’è Skebby

Free SMS tra utenti Skebby. Invia SMS gratis verso altri utenti Skebby illimitati e per sempre. Scopri di piú su Skebby.

Dillo agli amici e ti ricarichi gratis. Ti attivi e ricevi 5 Easy SMS. Altri 5 SMS per ogni amico che inviti e si attiva.

SMS con tutti a 7 cent. Per sempre. Invia SMS con tutti a 7 cent. in Italia e all’estero, anche in roaming fuori confini.

Backup rubrica cellulare su internet. Memorizza online i numeri del tuo cellulare: non perdi più un contatto e invii SMS comodo anche da PC.

? Cosa mi serve per avere Skebby?

Telefonino. Skebby funziona su tutti i telefonini senza cambiare operatore. Basta una tariffa Internet a volume attivabile senza costi.

Collegamento ad Internet. Verifica che il tuo cellulare possa navigare in Internet.
Se no scopri qui come fare.

Scarica sul cellulare. Scarica ed installa Skebby sul tuo telefonino: è gratis, leggero e facile da installare e usare.

Invita gli amici su Skebby. Per ognuno che si attiva ricevi 5 SMS gratis e vi scambiate SMS gratuiti illimitati.

Con un paio di click puoi inviare SMS gratis anche tu!
scarica skebby
A risentirci,

Gli amici di Skebby

riga_down
info nei tuoi contatti © Mobile Solution S.r.l. – P.I. 03020690131
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.